"Una storia d'amore non come tante": il titolo rispecchia la storia inedita e familiare di un amore unico, autentico, profondo e che, ormai dura da una vita: quello tra don Vincenzo Lordi e la signora Luisa, entrambi originari di Muro Lucano.
Una storia singolare e che si discosta dai canoni comuni e dalle narrazioni convenzionali, se solo si pensa che oltre ad essere uniti in matrimonio da sessant’anni, si conobbero ben 86 anni fa, quando avevano rispettivamente 8 e 9 anni, perché le loro famiglie si frequentavano.
Il testo è stato presentato Mercoledì 12 Marzo presso la Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza; presenti, oltre agli autori, Decio Gerardo Lordi e la prof.ssa Maria Antonietta Lordi, Antonio Laurino, lettore di alcuni stralci delle numerose lettere di corrispondenza scambiate in oltre dieci anni; la prof. Anna Lapetina, francesista, musicoterapeuta e formatrice della Società Italiana per l’educazione musicale; e per finire il prof. Rocco Labriola, dottore di ricerca in Storia contemporanea e autore di molti articoli sul Risorgimento e sul tema della scuola in Basilicata. Moderatrice dell’incontro, Gherarda Cerone, anch’essa originaria di Muro Lucano.
La copertina del testo raffigura tra l’altro il Castello di Muro Lucano, edificio noto pure come Palazzo Lordi, per via della vendita nel 1830 a Francesco Domenico Lordi, da parte di Bernardo III, esponente della famiglia romana degli Orsini di Gravina.
Nelle lettere emerge, ha dichiarato Gherarda Cerone “un amore così profondo, al punto che Don Vincenzo ha avuto difficoltà a manifestarlo a Laura, ma che è riuscito a superare le intemperie della vita, se si pensa che fu osteggiato, inizialmente dalla famiglia di lei. L’aspetto veramente interessante della narrazione è che in essa emerge la loro autentica essenza, il loro carattere ed essenza, un essere liberi, anticonformisti, indipendenti originali nelle scelte e nelle inclinazioni individuali. Don Vincenzo ha scritto dieci libri ma di lui ricordiamo le sue doti umane e spirituali, che lo portavano a parlare con chiunque, ad improvvisare forum nelle piazze e nelle botteghe gremite di gente e fucine di cultura; Laura invece è una donna che ha sempre avuto una marcata curiosità in ogni istante della sua vita centenaria che amava il ricamo e il teatro”.
La prof.ssa Lapetina ha invece posto l’attenzione sul “non del titolo che ci dice tanto sulla struttura narrativa del testo, che è un auto-heterografia, per usare una locuzione celebre del filosofo italiano Giorgio Agamben, per cercare di descrivere il suo tentativo autobiografico, che si avvale di lettere, foto, documenti per arricchire il racconto. Il non suggerisce che non possiamo non parlare nel testo di una scrittura memoriale, che attinge dall’esercizio della memoria, dimensione estremamente complessa e multiforme, da quella sistemica che influenza i nostri comportamenti ed è anche nota come memoria implicita, semantica, a quella episodica, che riattiviamo o per stimoli sensoriali e percettivi o che ricolleghiamo con un esercizio intenzionale di rimemorazione, ma che può presentare delle falle, legate ad esempio all’età. Senza dimenticare anche può essere negativamente permanente, specie se legato a ricordi traumatici, legati a momenti dolorosi che spesso non riusciamo a portar via. La scrittura memoriale del testo è una ricostruzione del proprio io, ha un intento psicologico ma anche terapeutico, che deve dare sollievo. Infine, un intento comunicativo-pedagogico, con il carattere storico- documentario della narrazione rivolta alle generazioni familiari, dislocate geograficamente e temporalmente”.
Nelle oltre 300 pagine “è possibile rinvenire foto, documenti storici sia visuali che testuali (paragrafi), elementi extratestuali come il passo relativo al lavoro di ricamo e tessitura, il riferimento alle scritture del padre dell’autrice, come le lettere d’amore private, il libro delle preghiere di Zia Cassandra”.
Per il prof. Labriola “è un libro di storia, racconta la storia di Muro Lucano in età contemporanea, a partire dalla voglia di libertà, diritti e repubblica emersa dai muresi durante l’epoca rinascimentale nelle sue 4 fasi principali e che vede alcuni esponenti della famiglia Lordi in prima linea nella lotta contro il regno borbonico. E che testimonia come l'unità d'Italia è stata resa possibile anche grazie all'esposizione dei piccoli Comuni, animati da spirito patriottico. Ma il libro descrive anche l’opposizione di Muro verso il fascismo. Si presta a tante letture, e che fa riferimento a questioni antropologiche, etnografiche e di storia dell’educazione, considerati i testi a tema dedicati da Vincenzo, nei quali emerge il suo pensiero di docente".
L'autrice, Maria Antonietta Lordi non credeva che questo suo scritto si sarebbe trasformato in una pubblicazione, destinato in origine a cugini per lo più lontani, e che si basa molto sulla narrazione orale di questa storia d’amore da parte della madre, che “ogni volta mi leggeva le lettere con lo stupore di chi le ha tra le mani per la prima volta”.






