Il principio e il progetto di ogni speranza - Luca Micelli

Martedì 19 maggio 2026, presso il Polo Bibliotecario di Potenza, è stato presentato il volume “Il principio e il progetto di ogni speranza. Con Giorgio La Pira, parole e visioni per le sfide del nostro tempo”, curato da Luca Micelli e pubblicato da Editrice AVE”. 

L'iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Potenza – Assessorato alla Cultura. A dialogare con il curatore, prof. Luca Micelli, docente di Religione Cattolica presso il Liceo Scientifico “G. Galilei” di Potenza si sono alternati le voci di alcuni docenti del medesimo istituto scolastico.  

L’autore, studioso del pensiero di Giorgio La Pira e di tematiche di filosofia sociale e teologia politica, è impegnato in attività di ricerca, formazione e animazione culturale.  

Nel volume l’autore ha condotto un lungo lavoro di approfondimento sulla figura del “sindaco santo” di Firenze nonché padre Costituente, mettendone in risalto l’essere uomo di fede e di pace, profeta della politica come servizio, e, al contempo, offrendo strumenti di lettura critica e spirituale per le sfide del nostro tempo (dal lavoro e l’economia alla città a misura d’uomo, dal Mediterraneo alla pace come destino inevitabile dei popoli), rivolta a lettori di ogni età e formazione affinché la speranza si tramuti da attesa passiva o sentimento astratto per il futuro ad una scelta quotidiana, un progetto da tradurre in azioni concrete, capace di contrastare la guerra, l’ingiustizia sociale e l’indifferenza.  

Tra i contributi inseriti quello del giornalista Nello Scavo, inviato di guerra, che ha affrontato il tema della pace nel Mediterraneo mentre si trovava a Kiev sotto i bombardamenti russi. 

In merito alla genesi del testo lo stesso Micelli ne ha ricondotto l’origine “al 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa dell’Ucraina, evento al cospetto del quale i suoi alunni gli chiesero spiegazioni perché manifestarono dubbi e paure. La risposta è arrivata attraverso lo studio di Giorgio La Pira, figura che ha fatto della speranza una forza capace di orientare le scelte individuali e collettive. Non un semplice ottimismo, ma una virtù da esercitare attraverso comportamenti quotidiani, decisioni politiche e interventi concreti a favore delle persone più fragili”.  

La Pira si distinse per l'impegno antifascista, l'attività accademica e la partecipazione alla vita pubblica. Nel dopoguerra si dedicò all'assistenza dei più poveri, partecipò all'Assemblea costituente e fu sindaco di Firenze in diversi periodi tra il 1951 e il 1964. 

La sua azione politica si fondava sulla centralità della persona umana, e sulla convinzione che le istituzioni dovessero intervenire per garantire dignità e diritti: servizi, opportunità ma soprattutto occupazione e lavorativa e il possesso di una casa, dato che non considerava la disoccupazione una fatalità economica, né la mancanza di una casa una condizione inevitabile. Emblematico, in questo senso, fu l'intervento per salvare la fabbrica Pignone, che consentì di tutelare circa 1.750 posti di lavoro. In tale scenario la città diviene non un semplice aggregato di edifici, ma uno spazio per una comunità inclusiva ed una vita sostenibile e dignitosa per tutti. 

Per l’autore “l'attualità di La Pira emerge nella sua concezione pacifista, che lo condusse a promuovere il disarmo e iniziative di dialogo internazionale durante la Guerra fredda, convinto che la contrapposizione tra blocchi non fosse l'unico orizzonte possibile. Il Mediterraneo poi non doveva essere una frontiera che separa, ma uno spazio di relazione tra le tre grandi tradizioni religiose legate ad Abramo: ebraismo, cristianesimo e islam. La fraternità, in questa prospettiva, diventava il presupposto per costruire una convivenza fondata sul riconoscimento reciproco.  

Nel corso dell'incontro, la docente di storia e filosofia Erica Marcantonio ha evidenziato come la speranza lapiriana non sia un'utopia astratta, ma un progetto storico, sociale e politico. Lo stesso vale per la pace, che non coincide semplicemente con l'assenza di guerra: richiede dialogo, istituzioni, riconciliazione e partecipazione. 

Anche Alessandro Sabia, coordinatore del dipartimento di storia e filosofia del liceo Galilei, ha sottolineato come il pensiero di La Pira possa tradurre i valori religiosi in principi condivisibili da credenti e non credenti: dignità umana, giustizia, solidarietà e responsabilità collettiva. 

La speranza diventa così una forza capace di contestare ciò che viene presentato come inevitabile: la povertà, la disoccupazione, la guerra. Se una condizione è contraria alla dignità umana, sosteneva La Pira, non bisogna accettarla come un destino immutabile, ma lavorare per trasformarla”. 

 

Rassegna Stampa

 

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Un testo sulla figura e il pensiero di Giorgio la Pira, tra valore della fraternità e speranza come progetto concreto di pace e giustizia