Le tre donne, racconti di vita nei Sassi di Matera

Giovedì 16 luglio 2026 alle ore 16,30, nella sala conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza, è stato presentato il libro “Le tre donne, racconti di vita nei Sassi di Matera” di Eustachio Nicoletti.    

Il testo ha come fil rouge l'idea che i Sassi di Matera non devono essere ricordati soltanto come patrimonio artistico o attrazione turistica, ma come luogo di vita, sofferenza, lavoro e dignità di migliaia di persone. A partire dalla voce degli abitanti e delle donne, e allo scopo di offrire una memoria storica autentica che completi e corregga la narrazione ufficiale della città, mettendone in risalto sacrifici, dignità ferita, resistenza silenziosa, ma anche fatica, conflitto, devozione e stoica rassegnazione.  

Non a caso nel testo l'autore riflette sulle ragioni storiche e sociali che hanno portato la comunità a vivere in quelle condizioni fino agli anni del boom economico. E che sono il simbolo di un inferno quotidiano ed un passato tragico, che la narrativa del bello e dello spettacolo estetico, legata al carattere turistico che i Sassi hanno assunto oggigiorno ha completamente precipitato nell'oblio.  

Il volume ruota attorno ai racconti di Mamàjë, che, ormai anziana e costretta su una sedia a rotelle, rievoca con spontaneità la propria vita, tra eventi piccoli e grandi, personaggi del vicinato, relazioni familiari spesso conflittuali ma radicate in un sistema di valori condivisi. Le tre protagoniste, di fatto, incarnano tre modalità di vivere e interpretare il mondo dei Sassi: Mammònnë, figura severa e spesso crudele, rappresenta la durezza di un mondo segnato dalla miseria e dall’assenza di opportunità. 

Ué mòmmë è il pilastro della famiglia: una donna forte, controllante, regolatrice delle emozioni e dei movimenti dei figli; in lei si manifesta l’antico modello del matriarcato contadino, che – come ricorda Pancrazio Toscano nella prefazione – reggeva gran parte dell’equilibrio sociale in quei luoghi e in quei tempi. Mamàjë, infine, la voce narrante, è la sintesi di tutto questo: conosce la miseria, subisce la durezza del contesto familiare, ma conserva la grazia dell’osservazione, la lucidità della memoria, la sensibilità dell’introspezione.   

Alla presentazione sono intervenuti, oltre all'autore, Pancrazio Toscano, studioso del pensiero meridionalista, Francesco Avolio, docente Ordinario di Linguistica Italiana presso l’Università dell’Aquila, Giuseppe Palumbo illustratore, Ferdinando Mirizzi professore Ordinario di Antropologia Culturale presso Università della Basilicata, Franco Villani, Editore e Giuseppe Melillo, antropologo, in qualità di moderatore dell'incontro. Ad Avolio in particolare, l'autore ha affidato la traduzione del dialetto materano, mentre le illustrazioni del testo sono state curate da Giuseppe Palumbo.  

Come dichiarato dallo stesso Nicoletti "Le protagoniste dei racconti qui raccolti sono il simbolo di un lento percorso di emancipazione femminile, che attraversa quasi in secolo di storia dei Sassi Di Matera raccontandone le difficili condizioni di vita tra gli anni Trenta e Cinquanta; un periodo segnato dalla povertà, dalla promiscuità abitativa e da una forte marginalità sociale. E che ha condotto allo sfollamento dei Sassi negli anni Cinquanta e Sessanta, deciso dopo la definizione di Matera come “vergogna nazionale”, che portò al trasferimento di circa 20.000 abitanti nei nuovi quartieri. Una soluzione che non ha affrontato completamente le responsabilità politiche, sociali e culturali legate a quella situazione".  

L'autore ha rimarcato "il valore documentario eccezionale, che recupera il dialetto materano, richiama rituali, usanze, credenze popolari che rischierebbero di scomparire, ricostruisce una galassia familiare complessa e autentica, e, infine, restituisce, dignità morale e storica a una umanità a lungo, se non spregiata, guardata con indifferenza o sufficienza. Leggendo queste pagine si sente vivere il vicinato, la pietra, l’eco dei passi, le stufe accese, le donne attorno al braciere, le lotte familiari e i legami tenaci che reggevano l’esistenza. Ci si accorge che la storia della povertà non è mai solo miseria: è anche ingegno, identità, appartenenza. Vivere nei Sassi significava una continua lotta per la sopravvivenza, segnata dal lavoro dei braccianti, dalle profonde disuguaglianze sociali e dal ruolo centrale delle donne, vere colonne della famiglia e della comunità. Il messaggio conclusivo invita a guardare i Sassi non solo come patrimonio artistico e turistico, ma anche come luogo di memoria, sofferenza e dignità umana, affinché questa storia non venga dimenticata. ".  

L'editore, Franco Villani ha sottolineato "il valore letterario del testo, capace di trasformare i ricordi in immagini vive e di ricostruire con fedeltà la vita nei Sassi. Inoltre, per la prima volta, la storia dei Sassi viene raccontata da persone nate e cresciute al loro interno, anziché da osservatori esterni. Le illustrazioni di Giuseppe Palumbo rafforzano il racconto, unendo disegno e fotografia per restituire la memoria e la sofferenza di quei luoghi”.  

Pancrazio Toscano ha sottolineato il concetto dell'"estetica della miseria", criticando la tendenza a celebrare oggi la bellezza dei Sassi dimenticando che per secoli furono un luogo di estrema povertà, fatica e conflitti per la sopravvivenza  

Il linguista Francesco Avolio ha illustrato il lavoro di trascrizione del dialetto materano, elemento essenziale della memoria storico-culturale del libro e dunque di assoluto valore linguistico e antropologico, mettendone in risalto la varietà e autenticità di una lingua locale, profondamente segnata dalla storia cittadina e assai più vicina ai dialetti pugliesi che a quelli lucani  

L'illustratore Giuseppe Palumbo ha invece raccontato il lavoro svolto sulle immagini, nate dopo un'attenta lettura del testo, e che uniscono disegno e fotografie per restituire autenticità ai luoghi e alle persone, con l'intento di valorizzare la memoria storica senza cadere nella semplice idealizzazione estetica.  

Melillo, da antropologo ha rimarcato il processo di rimozione delle classi dirigenti materane della memoria collettiva la realtà vissuta dagli abitanti dei Sassi: “Dopo il riconoscimento UNESCO e lo sviluppo turistico, Matera è stata raccontata soprattutto come luogo di bellezza, mentre la storia della povertà e delle sofferenze è rimasta in secondo piano. Il libro di Eustachio Nicoletti nasce proprio per restituire verità a questa memoria.  

 

Rassegna Stampa

 

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Le tre donne, racconti di vita nei Sassi di Matera
Un testo tra opera narrativa e documentario antropologico ricostruisce il microcosmo umano e sociale della vita quotidiana nei Sassi.