Alberto Rimedio al Polo Bibliotecario di Potenza

Il noto telecronista e giornalista Rai, protagonista di un incontro dedicato al mondo della telecronaca, tra passato, presente e futuro: un’analisi sui processi evolutivi della tecnica e del linguaggio sportivo televisivo odierni.

Si è svolto Venerdì 26 Aprile presso la Sala Conferenze del Polo Bibliotecario di Potenza, un incontro di formazione intitolato “Passato, presente e futuro della telecronaca. L’evoluzione della tecnica e del linguaggio”. L’incontro, promosso tra gli altri, dall’Associazione Stampa della Basilicata e dall’Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) ha avuto come relatore d’eccezione il popolare telecronista sportivo, Alberto Rimedio, “voce” per Rai Sport delle partite di calcio della Nazionale italiana di calcio dal 2014. Ed è in particolare al trionfo della nazionale agli Europei disputati in Inghilterra, che ha dedicato il volume, edito nel 2021 da Diarkos, dal titolo “Euro 2020. Wembley si inchina all’Italia”. Libro con il quale ha in parte addolcito il forte rammarico per non aver potuto condurre la telecronaca della finale londinese, a causa di una positività al covid. Rammarico, che lo stesso Rimedio ha definito quello più importante da un punto di vista professionale; superiore persino alla mancata gioia di una telecronaca della nostra Nazionale ad un mondiale di calcio (a causa delle due mancate qualificazioni successive alla fase finale delle ultime edizioni): “Credo si tratti di un evento quasi irripetibile; innanzitutto perché l’Italia ha vinto poi quella finale e poi perché l’ha disputata in un tempio del calcio come Wembley e contro gli inglesi, padroni di casa dell’edizione, nonché i maestri del calcio per antonomasia. Una serie di combinazioni che temo difficilmente si potranno ricreare”.

rimedio locandina

Relativamente al tema dell’incontro il cronista si è soffermato sulla necessità di adeguare l’evento sportivo televisivo che si racconta oggi al mutamento del linguaggio quotidiano in generale e a quello sportivo in particolare “Se ad esempio provassi a fare una telecronaca replicando lo stile di Martellini, avvertirei necessariamente qualcosa di stridente e non aggiornato”. Il tutto tenendo conto dell’evoluzione stessa conosciuta dall’evento calcistico nel corso degli anni...e che a partire dallo stile narrativo di maestri come il sopracitato Martellini o Bruno Pizzul sappia proiettarsi e coniugarsi con la tendenza alla modernità verso cui anche il mondo delle telecronache è proteso... Il conduttore non ha lesinato nel corso dell’intervista concessaci, indicazioni sulle qualità che un aspirante telecronista del futuro deve possedere, oltre che svelare il segreto del “successo” di una buona telecronaca... in ossequio gli insegnamenti appresi nella sua esperienza professionale in Rai, a partire proprio dalle “grandi voci sportive” del passato...

 

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Se ad esempio provassi a fare una telecronaca replicando lo stile di Martellini, avvertirei necessariamente qualcosa di stridente e non aggiornato