Il riscatto sociale passa dalla tecnologia con “m.i.d.art”

Una nuova opportunità di reinserimento e una sfida al digital divide che abbatte le mura carcerarie per proiettarsi verso il futuro del mercato del lavoro. È il cuore del progetto "M.I.D.Art.", iniziativa di innovazione sociale selezionata e sostenuta dal Fondo per la Repubblica Digitale, che coinvolgerà 120 persone detenute nelle case circondariali di Potenza, Melfi e Matera, nonché i servizi territoriali dell’UEPE e dell’USSM, e che punta a contrastare la marginalità attraverso un percorso formativo che unisce competenze digitali certificate, laboratori pratici di fabbricazione digitale e un accompagnamento personalizzato al lavoro. L’obiettivo cardine dell'iniziativa è la creazione del profilo professionale dell’artigiano digitale, o maker.

Una figura specializzata in grado di governare le tecnologie innovative per progettare e realizzare manufatti in totale autonomia. Il percorso formativo prevede una prima fase dedicata alle competenze relazionali e comportamentali, seguita da un blocco di sessanta ore volto all'ottenimento della certificazione informatica EIPASS, integrato da nozioni sulla Posta Elettronica Certificata e sulla firma digitale. Successivamente, i partecipanti affronteranno moduli avanzati focalizzati sulla creazione di contenuti web, sul social media marketing e sulla privacy, per poi confluire nel laboratorio pratico "CapAbility" di centottanta ore.

Questa fase conclusiva vedrà il coinvolgimento diretto delle aziende del territorio, affiancando ad ogni beneficiario una rete di tutor, mentor e coach incaricati di guidare i corsisti verso l'attivazione di tirocini formativi e percorsi di autoimprenditorialità. Il progetto unisce FILEF Basilicata, in qualità di capofila, Basilicata Creativa, le Case Circondariali di Matera, Melfi e Potenza "Antonio Santoro", la Fondazione Anthea, Inclusive School, USSM e UEPE. L'intero impianto finanziario poggia sul Fondo per la Repubblica Digitale, una partnership virtuosa tra pubblico e privato sociale che unisce il Governo all'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio.

Muovendosi nel solco dei traguardi di digitalizzazione tracciati dal PNRR e dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari, il Fondo è alimentato dai versamenti delle Fondazioni di origine bancaria tramite lo strumento del credito d'imposta. La sua missione è quella di finanziare e testare progetti pilota di inclusione digitale rivolti a categorie vulnerabili, al fine di individuare le migliori pratiche da consegnare all'esecutivo per la futura definizione delle politiche nazionali. L'iter prenderà il via nell’immediato in tutte le strutture coinvolte con una prima fase di orientamento e selezione dei beneficiari, curata in stretta collaborazione con gli uffici penitenziari. Superato la formazione informatica di base, i partecipanti con maggiori attitudini e motivazioni accederanno alle sessioni di specializzazione avanzata, coronando un percorso che punta a trasformare l'innovazione tecnologica nel più efficace strumento di riscatto e occupabilità.

Condividi